LAIV
Fondazione Cariplo

2. Motivazioni alla necessitÓ pedagogica delle arti performative

La necessità di valorizzare le esperienze musicali e teatrali viene motivata da una serie di
ragioni:

2.1 Musica e teatro sono sistemi semiotici dotati di una propria specificità, non coincidente
con quella di altri sistemi, né surrogabile da questi.

Nota
Motricità e acusticità non sono semplici condotte fisiche; sono la sorgente di forme di pensiero-inazione. Ciò che viene dato in modo denotativo attraverso spiegazioni, nel teatro e nella musica richiede un approccio di tipo connotativo, istituendo un rapporto complesso fra significati e significanti attraverso la metafora e il simbolo.

Sono cioè linguaggi autonomi, dotati di un proprio statuto disciplinare: un proprio potenziale semantico, proprie strutture
morfologiche, proprie funzioni personali e sociali. Sostenerli nei processi educativi significa impedire che la persona resti mutilata di una risorsa primaria. La possibilità di entrare in
rapporto con l’arte può essere solo il risultato di una ginnastica della mente e del cuore, adeguatamente programmata.

2.2 La capacità di partecipare ad eventi musicali e teatrali si traduce in capacità di ascoltare se stessi, come presa di coscienza delle proprie modalità di sentire, e capacità di
ascoltare gli altri, come partecipazione empatica, “consonante” con il loro mondo interiore. La pratica delle arti performative mette in campo sempre più raffinate abilità
attenzionale, propriocettive, cinestesiche e ideomotorie.

2.3 Il momento analitico, le operazioni di ordinamento logico, di relazionamento, di inferenza, la conoscenza dei meccanismi sintattici e delle regole dei codici musicali e
teatrali, forniscono alla più generale competenza cognitiva dello studente strumenti e oggetti unici, esclusivi, su cui esercitarsi.
L’esperienza teatrale e musicale in quanto esperienza estetica è un insieme complesso di processi percettivi, mnemonici, emotivi, interpretativi e valutativi che interagiscono fra
loro. Nella scuola che trasmette saperi parcellizzati, musica e teatro sono esperienze che attivano capacità di affrontare i problemi in maniera integrata.

2.4 Una delle attività più tipiche e significative delle arti performative è l’attività collettiva. L’agire insieme esige una serie di condotte positive: saper conservare la propria
autonomia e contemporaneamente sapersi coordinare con gli altri, saper valutare il risultato dell’insieme, saper rispettare le consegne stabilite, saper assumere ruoli diversi.
Tutte esperienze capitali per educare all’interazione, alla socializzazione e all’assunzione di responsabilità.

2.5 La manipolazione creativa, nella costruzione di eventi musicali e teatrali, consente al ragazzo di esprimere il proprio mondo interiore nelle forme congruenti con la progressiva
maturazione personale, in parallelo e a integrazione del suo sviluppo creativo negli altri ambiti coltivati tradizionalmente dalla scuola. La creatività è anche il terreno della
libertà. Per il soggetto, prendere coscienza della liceità di scelte estetiche diverse dalle proprie è un viatico per maturare la capacità più generale di darsi ragione delle scelte
altrui, e di accettarle: un valore aggiunto dell’esperienza creativa, che facilita l’accettazione del cambiamento e del nuovo, e la conquista dei valori della relatività e della tolleranza.

2.6 Oggi le arti performative sono una componente imprescindibile della cultura dei giovani, una manifestazione che impegna una parte cospicua e intensa della loro vita. Lo è, e lo sarà prevedibilmente sempre di più, perché sempre più facile sta diventando l’accesso alla produzione, alla registrazione e alla conservazione dei dati. Non è solo l’aspetto fruitivo a venire rivoluzionato dall’elettronica e dall’informatica: i giovani possono già oggi attivare la propria creatività in forme più dirette, articolate e multiformi di quanto non fosse possibile con i mezzi tradizionali. Solo così è possibile evitare che restino consumatori passivi e acritici, in balia del mercato, e ne diventino invece attori, capaci di capire, di scegliere, di formarsi un gusto avanzato, di produrre in proprio. Un tempo il teatro era il luogo deputato ed esclusivo della finzione, oggi i media producono finzioni a ritmo incalzante: il teatro resta il luogo in cui la finzione è processo che si attua qui ed ora e le immagini hanno bisogno di uno sguardo appassionato per essere interpretate come segni.

2.7 La perdita di competenze diverse da quelle tradizionalmente coltivate dalla scuola consegna alla società di oggi un individuo esposto ai condizionamenti dei media. La manipolabilità del cittadino è direttamente proporzionale alla sua ineducazione. L’educazione alle arti performative, nell’insieme dei loro percorsi – esecutivo, creativo, cognitivo – si assume così il compito di trasformare in esperienza di comunicazione quella che il non educato subisce come condizionamento.

2.8 Insieme alle altre discipline che non fanno capo, almeno prioritariamente, al linguaggio verbale, musica e teatro sono terreno privilegiato per far accedere il giovane all’incontro multietnico. L’alunno che anche in carenza di interazione verbale condivide a scuola con l'extracomunitario musiche e giochi teatrali, sarà più facilmente l'adulto capace di rispetto e di interesse verso le altre culture. Proprio perché le arti performative sono in primo luogo pensiero, simbolizzazione del mondo, le realizzazioni degli altri popoli ci aiutano a capire le loro culture. L’adolescente, che ha accesso ormai a proposte provenienti da ogni parte del globo, deve poter trovare nella scuola la possibilità di contestualizzarle e di scoprire e apprezzare, attraverso musica e teatro, le valenze della cultura spirituale e materiale degli altri popoli.

2.9 Al tempo stesso, proprio l’irrefrenabile dilatazione multiculturale delle nostre società, mentre ne favorisce l’arricchimento, esige che la persona sappia conservare il senso della propria identità culturale originaria. Le creazioni e le pratiche del teatro e della musica costituiscono un patrimonio e un documento primario di tale identità. Essere messo in condizione di accedere a tale patrimonio contribuisce fortemente a consolidare nei giovani il senso di appartenenza, e ad evitare che un eccesso di pressioni eterodirette generi crisi identitarie.

2.10 Musica e teatro non nascono oggi. Attraverso loro le generazioni che ci hanno preceduto hanno allestito un immenso repertorio di “testi”, un patrimonio di idee e di emozioni. È anche attraverso questo patrimonio che la civiltà attuale è diventata nei suoi aspetti migliori quello che è. Un compito irrinunciabile della scuola è fornire ai giovani i basilari strumenti di comprensione – interpretazione e analisi – dei linguaggi, permettendo di superare una loro fruizione riduttivamente edonistica, e contrastando l’esclusione a cui altrimenti la persona si troverebbe condannata.

2.11 Ogni performance nasce come voce dell’intero mondo simbolico degli individui che la creano e della società a cui appartengono. Per questa ragione la comprensione dell’evento performativo, inserita nella più ampia lettura multidisciplinare della realtà, apre il giovane all’intero ambito di cultura e civiltà da cui l’evento è scaturito, storico, sociale, antropologico, religioso e via continuando, così come avviene con le manifestazioni che hanno preso corpo negli altri linguaggi: a condizione che siano fornite allo studente griglie interpretative sempre più ricche e criteri per una ricezione analitica sempre meglio articolata.

2.12 Proprio nel ciclo superiore va presa in considerazione, accanto ai bisogni basilari di cultura musicale e teatrale da parte dei giovani, e accanto alla specificità delle professioni legate ai due ambiti, la rete delle professioni in cui le relative competenze assumono oggi una funzione portante, da quelle tecnologiche a quelle educative, da quelle impresariali a quelle terapeutiche, da quelle dei media a quelle dell’economia e della gestione della cultura.

2.6 Oggi le arti performative sono una componente imprescindibile della cultura dei
giovani, una manifestazione che impegna una parte cospicua e intensa della loro vita. Lo
è, e lo sarà prevedibilmente sempre di più, perché sempre più facile sta diventando
l’accesso alla produzione, alla registrazione e alla conservazione dei dati. Non è solo
l’aspetto fruitivo a venire rivoluzionato dall’elettronica e dall’informatica: i giovani
possono già oggi attivare la propria creatività in forme più dirette, articolate e multiformi
di quanto non fosse possibile con i mezzi tradizionali. Solo così è possibile evitare che
restino consumatori passivi e acritici, in balia del mercato, e ne diventino invece attori,
capaci di capire, di scegliere, di formarsi un gusto avanzato, di produrre in proprio. Un
tempo il teatro era il luogo deputato ed esclusivo della finzione, oggi i media producono
finzioni a ritmo incalzante: il teatro resta il luogo in cui la finzione è processo che si attua
qui ed ora e le immagini hanno bisogno di uno sguardo appassionato per essere
interpretate come segni.

2.7 La perdita di competenze diverse da quelle tradizionalmente coltivate dalla scuola
consegna alla società di oggi un individuo esposto ai condizionamenti dei media. La
manipolabilità del cittadino è direttamente proporzionale alla sua ineducazione.
L’educazione alle arti performative, nell’insieme dei loro percorsi – esecutivo, creativo,
cognitivo – si assume così il compito di trasformare in esperienza di comunicazione quella
che il non educato subisce come condizionamento.

2.8 Insieme alle altre discipline che non fanno capo, almeno prioritariamente, al linguaggio
verbale, musica e teatro sono terreno privilegiato per far accedere il giovane all’incontro
multietnico. L’alunno che anche in carenza di interazione verbale condivide a scuola con
l'extracomunitario musiche e giochi teatrali, sarà più facilmente l'adulto capace di rispetto
e di interesse verso le altre culture. Proprio perché le arti performative sono in primo
luogo pensiero, simbolizzazione del mondo, le realizzazioni degli altri popoli ci aiutano a
capire le loro culture. L’adolescente, che ha accesso ormai a proposte provenienti da ogni
parte del globo, deve poter trovare nella scuola la possibilità di contestualizzarle e di
scoprire e apprezzare, attraverso musica e teatro, le valenze della cultura spirituale e
materiale degli altri popoli.

2.9 Al tempo stesso, proprio l’irrefrenabile dilatazione multiculturale delle nostre società,
mentre ne favorisce l’arricchimento, esige che la persona sappia conservare il senso della
propria identità culturale originaria. Le creazioni e le pratiche del teatro e della musica
costituiscono un patrimonio e un documento primario di tale identità. Essere messo in
condizione di accedere a tale patrimonio contribuisce fortemente a consolidare nei giovani
il senso di appartenenza, e ad evitare che un eccesso di pressioni eterodirette generi crisi
identitarie.

2.10 Musica e teatro non nascono oggi. Attraverso loro le generazioni che ci hanno
preceduto hanno allestito un immenso repertorio di “testi”, un patrimonio di idee e di
emozioni. È anche attraverso questo patrimonio che la civiltà attuale è diventata nei suoi
aspetti migliori quello che è. Un compito irrinunciabile della scuola è fornire ai giovani i
basilari strumenti di comprensione – interpretazione e analisi – dei linguaggi, permettendo
di superare una loro fruizione riduttivamente edonistica, e contrastando l’esclusione a cui
altrimenti la persona si troverebbe condannata.

2.11 Ogni performance nasce come voce dell’intero mondo simbolico degli individui che la
creano e della società a cui appartengono. Per questa ragione la comprensione dell’evento
performativo, inserita nella più ampia lettura multidisciplinare della realtà, apre il giovane all’intero ambito di cultura e civiltà da cui l’evento è scaturito, storico, sociale,
antropologico, religioso e via continuando, così come avviene con le manifestazioni che
hanno preso corpo negli altri linguaggi: a condizione che siano fornite allo studente griglie
interpretative sempre più ricche e criteri per una ricezione analitica sempre meglio
articolata.

2.12 Proprio nel ciclo superiore va presa in considerazione, accanto ai bisogni basilari di
cultura musicale e teatrale da parte dei giovani, e accanto alla specificità delle professioni
legate ai due ambiti, la rete delle professioni in cui le relative competenze assumono oggi
una funzione portante, da quelle tecnologiche a quelle educative, da quelle impresariali a
quelle terapeutiche, da quelle dei media a quelle dell’economia e della gestione della
cultura.