LAIV
Fondazione Cariplo

Il problema

Il sistema scolastico italiano, e in particolare il secondo grado della scuola secondaria, è caratterizzato da curricoli che, ricalcando modelli ereditati da un passato troppo lontano, escludono discipline essenziali per la crescita di competenze personali e professionali al passo con i tempi. Tra queste prendono rilievo le arti performative, musica e teatro: poiché le emozioni svolgono una funzione cognitiva e gli apprendimenti sedimentano meglio se l’esperienza è vissuta in termini emotivi e partecipativi, le arti divengono centrali nei processi di formazione della persona.
Musica e teatro sono linguaggi autonomi, dotati di un proprio potenziale semantico, proprie strutture morfologiche, proprie funzioni personali e sociali. Al pari di altri linguaggi - quello letterario, della matematica ecc. – essi si preoccupano di descrivere, comprendere, risolvere o esorcizzare i problemi che l’uomo, in un determinato contesto storico, percepisce come rilevanti. Sostenere l’apprendimento di tali linguaggi nei processi educativi significa garantire che le persone dispongano di un’ulteriore risorsa primaria all’interno del proprio bagaglio culturale.
Oltre che un rilevante contributo cognitivo, l’educazione alle arti performative fornisce anche un contributo fondamentale alla maturazione delle risorse relazionali, affettive ed espressive degli studenti. La pratica collettiva della musica e del teatro, infatti, favorisce l’apprendimento di condotte positive quali saper coniugare la propria autonomia con il coordinamento all’interno del gruppo, saper valutare il risultato dell’insieme, saper rispettare le consegne stabilite, saper assumere ruoli diversi, saper ascoltare se stessi – cioè prendere coscienza delle proprie modalità di sentire - e saper ascoltare gli altri – cioè partecipare empaticamente al vissuto dei compagni. La pratica delle arti performative aiuta lo sviluppo dell’autostima, della creatività e della capacità di esprimere il proprio mondo interiore, nelle forme congruenti con la progressiva maturazione personale, in parallelo e a integrazione dello sviluppo creativo realizzato negli altri ambiti coltivati tradizionalmente dalla scuola.
La pratica delle arti dal vivo nella scuola aumenta il senso di appartenenza degli studenti e crea condizioni favorevoli all’aumento della loro motivazione all’apprendimento: ciò influisce positivamente sul rendimento scolastico e contribuisce alla prevenzione dell’abbandono.