La Qualita' come elemento trasversale della programmazione
I profondi
mutamenti che stanno interessando il quadro educativo e formativo ridisegnandone
l'identità e la fisionomia fanno emergere il consolidamento e la sedimentazione
delle molteplici innovazioni che da qualche anno attraversano il mondo
scolastico.
L'autonomia, il sistema nazionale di certificazione, il
potenziamento della continuità tra scuola, università e formazione integrata
superiore, l'avvio di processi di valutazione, la cultura del lavoro e
soprattutto l'attenzione per la qualità, non più astrattamente intesa e
genericamente definita ma riferita alle singole componenti: qualità
dell'organizzazione, qualità delle persone, qualità delle relazioni umane,
qualità del lavoro, qualità dei processi, qualità della didattica, la somma
delle quali porta alla qualità del Sistema Scuola, presupposto imprescindibile
della qualità del Sistema-Paese, sono solo alcuni dei cambiamenti introdotti
nella scuola.
Ma alla base di tutto si deve porre la qualità delle
risorse umane, perché le capacità di ogni essere umano, opportunamente stimolate
e sviluppate, sono il patrimonio più importante perché tutta l'organizzazione
possa migliorare e crescere continuamente.
Gli istituti scolastici, nelle
modalità di realizzazione delle finalità istituzionali attribuite al sistema
scolastico e formativo, devono avere una visione chiara del proprio ruolo e dei
rapporti con le componenti ambientali. Devono quindi avere la capacità di
recepire e valutare le richieste e gli stimoli di cui sono fatti segno, di
comprendere le necessità dell'utenza e i suoi bisogni anche inespressi, di
educarne e orientarne le richieste riconducendole entro i fini istituzionali, di
valutare correttamente le risorse disponibili e di definire su queste basi una
strategia adeguata.
Questo significa operare delle scelte tra gli
obiettivi e le linee d'azione perseguibili, decidere quali prodotti e servizi
offrire ai propri utenti, realizzarli, misurarli e verificarli.
Per poter
essere attuata, una tale strategia deve essere supportata da una struttura
organizzativa efficace ed efficiente che consenta di cogliere nel contesto
ambientale tutte le opportunità e le sfide che possono qualificare al meglio il
ruolo dell'istituto scolastico sul territorio. Tutta la scuola, e quindi
principalmente l'attività didattica, deve essere permanentemente sotto controllo
(rif.A. Pettinato:"Il controllo di gestione") perché si possano, in qualunque
momento, applicare correzioni e miglioramenti.
I docenti, non più
esecutori di programmi imposti dall'alto, sono i protagonisti delle scelte che
sono alla base dell'offerta di formazione delle singole scuole e sono tenuti a
rendere trasparenti le proprie scelte come anche le proprie prestazioni,
controllandone l'efficacia e l'efficienza, aprendosi ad un confronto dialettico,
disponibili anche a mettersi in discussione, uscendo dall'autoreferenzialità.
Come professionisti inseriti in un'organizzazione, essi devono sapersi muovere
in un sistema complesso in cui svolgono una pluralità di funzioni reciprocamente
connesse, con la disponibilità ad assumere ruoli diversi, ad assolvere incarichi
formali o su deleghe personali e fiduciarie.
In quelle scuole in cui il
processo di transizione verso l'Autonomia è ad uno stadio avanzato, il criterio
di regolazione non può essere amministrativo, ma deve essere quello che viene
dalla cultura dell'organizzazione e del servizio, strettamente connessa alla
cultura della Qualità. La scuola si configura come un'organizzazione che
persegue finalità istituzionali attraverso un servizio che si confronta con i
bisogni e le esigenze degli utenti. Il servizio scolastico è un servizio
professionale, centrato sulla competenza degli operatori, erogato secondo
modalità coerenti, sviluppato secondo un processo organico, assicurato
attraverso il coinvolgimento dei beneficiari.
Il prodotto del servizio
scolastico è una sequenza di opportunità strutturate e messe in relazione, che
facilitano il percorso di apprendimento, la crescita culturale e personale del
ragazzo, la creazione di un concetto di sé positivo, fine ultimo di tutte le
attività della scuola. Con i cambiamenti in corso si passa dalla scuola che
segue direttive di vertice alla scuola che opera in prima persona e rende conto
a interlocutori sempre più esigenti: studenti, famiglie, società, imprese e
istituzioni del territorio che diventano quindi contemporaneamente clienti e
fornitori.
Fondamentali, quindi, in una scuola dell'autonomia sono i
processi legati alla Qualità che mirano a:
- potenziare le capacità organizzative e formative delle singole scuole;
- valorizzare il pieno utilizzo delle risorse disponibili;
- promuovere la cultura del servizio;
- sviluppare una professionalità di programmazione, gestione, misura e
controllo dei processi formativi ed organizzativi degli operatori.
Per ottimizzare tali processi e rendere più efficace ed efficiente il
servizio erogato dalla scuola, sono necessari due requisiti fondamentali:
- una capillare azione di informazione sui principi della Qualità e sulla
cultura della misura e del controllo che possa vedere coinvolti tutti i soggetti
della scuola: presidi, docenti, non docenti, alunni, famiglie. Questa azione è
primaria, fondamentale e trasversale a tutte le azioni che la scuola
intraprende, così come si può rilevare dalle "Linee guida per la diffusione
della Qualità nella scuola" emesse dal Ministro della P.I. in data 11/12/2000;
- una struttura organizzativa valida in termini di efficacia, efficienza e
controllo.
La carta dei servizi e il POF sono i primi passi verso questa direzione e
verso la costruzione di un Sistema Qualità nella scuola che consenta ai fruitori
del servizio di orientarsi tra proposte diverse e di operare una scelta libera e
consapevole.
Un Sistema Qualità aiuta a definire quali sono gli aspetti
del lavoro da tenere sotto controllo e quindi a definire responsabilità e
modalità di svolgimento di tutte le attività della scuola: ciò presuppone che si
instauri la cultura del servizio, della misura, del controllo. Esso interagisce
con tutte la attività che influenzano la qualità del servizio ed è quindi
intimamente coinvolto in tutte le fasi e i processi di produzione del
servizio.
La direzione è chiamata a svolgere, sia nell'adozione del
Sistema Qualità, sia nella sua gestione e miglioramento, un ruolo determinante e
propulsore, considerando il sistema come un nuovo strumento di gestione di tutte
le attività dell'organizzazione.
Un ulteriore passaggio, che alcune scuole
stanno realizzando, è la "certificazione". Chiedere la certificazione di qualità
non vuol dire imporre o farsi imporre modelli estranei alla scuola, ma significa
piegare modelli studiati per altre realtà alle specifiche e precipue
caratteristiche della scuola, pur mantenendo ferma l'ispirazione di fondo: la
centralità del cliente. La certificazione di Qualità, secondo le norme ISO, non
si riferisce all'allievo che esce dalla scuola: sono troppi i parametri in
entrata e in uscita perché si possa seriamente programmare un sistema scolastico
che garantisca la qualità dell'apprendimento.
E' invece una
certificazione di processo. In altre parole un sistema certificato in Qualità
assicura che, date quelle condizioni, dati i mezzi, date le persone, le
strutture a disposizione, il processo avviato è rispettoso delle norme che
garantiscono il livello del servizio per il cliente ed è quindi una garanzia per
la libertà di scelta delle famiglie.
Queste indicazioni si devono trasferire
nella progettazione di tutti i percorsi formativi.
Come esempio di percorso
operativo si può affrontare la definizione di un Piano di Formazione in servizio
dei docenti. Vanno definite innanzitutto le specifiche del servizio da
progettare:
| specifica di servizio: |
caratteristiche del servizio; |
| specifica di realizzazione: |
come deve essere attuato; |
| specifica di controllo: |
come deve essere controllato affinché possa essere ritenuto
efficace ed efficiente |
Un'attenzione costante va rivolta ad alcuni aspetti essenziali della
progettazione (rif percorso operativo n 1), come:
- individuazione dei bisogni e dei problemi sui quali far vertere l'attività
formativa;
- definizione in termini operativi degli obiettivi che ci si prefigge di
conseguire;
- configurazione dettagliata del momento realizzativo;
- precisa scelta e determinazione dei ruoli assumibili dagli attori interni
(dirigente scolastico, docenti, personale amministrativo….) e da quelli esterni
(esperti, enti, associazioni….);
- reperimento delle risorse e degli strumenti necessari alla realizzazione di
tutte le attività;
- previsione di appropriate azioni di feed back sull'organizzazione scolastica
o sulla didattica;
- modalità e tempi di controllo dell'efficacia e dell'efficienza del progetto
(ruolo degli attori interni ed esterni);
- documentazione chiara di tutte le articolazioni del lavoro svolto.
Come per ogni progetto e come per ogni servizio, anche per il Piano di
formazione ci deve essere un responsabile (es.: docente F.O.) che tenga sotto
controllo la corretta attuazione di quanto progettato con particolare attenzione
all'efficienza e all'efficacia cioè al raggiungimento degli obiettivi
prefissati.
Per il controllo (rif. A. Pettinato:"Il controllo di
gestione") dell'attività di formazione si potrebbero considerare alcuni fattori
di qualità:
- livelli di motivazione e di coinvolgimento dei partecipanti;
- prestigio dei formatori sia interni che esterni;
- conoscenza dettagliata da parte dei partecipanti dell'intero itinerario
operativo programmato;
- assegnazione a ciascuno di ruoli o consegne di lavoro;
- predisposizione di adeguati e confortevoli ambienti di lavoro;
- predisposizione degli strumenti di lavoro necessari;
- fornitura a tutti i partecipanti di tutti gli atti di lavoro.
Alcuni Indicatori di efficienza potrebbero essere:
- Rispetto dei tempi e degli orari;
- Ordine e precisione dei materiali didattici;
- Chiarezza di esposizione;
- Adeguatezza dei locali;
- Composizione dei gruppi;
- …………….
Mentre alcuni Indicatori di efficacia potrebbero essere:
- N° partecipanti finali / N° partecipanti iniziali
- N°obiettivi conseguiti / N°obiettivi prefissati
- N°lavori di gruppo reputati interessanti / N°lavori effettuati
- N°partecipanti che utilizzano le tematiche trattate in classe o in istituto
/ N°partecipanti
- N°richieste di approfondimenti o di tematiche connesse / N°partecipanti
- ………………….
Si possono considerare anche indicatori qualitativi che
tengano conto del rapporto instauratosi tra docente e corsisti, della
disponibilità da entrambe le parti, dell'assenza di idee preconcette, della
disponibilità al dialogo costruttivo…. Una volta verificata la ripetibilità e la
funzionalità del percorso di progettazione, si può definire una procedura
concordata utilizzabile per gli interventi successivi.
sitografia
bibliografia
Per mostrare come le strategie indicate possano essere
inserite in un progetto attivato a livello di istituto/i scolastico/i, vi
presentiamo il progetto "Scuola efficace" avviato da una Rete di scuole dei
Castelli Romani, illustrato in una scheda sintetica che rinvia alla sezione
"Percorsi operativi -Studio di caso n° 4/1 " di questa stanza in cui troverete
innanzitutto i verbali delle riunioni che hanno preceduto la creazione della
rete di scuole e l'avvio del progetto: "SCUOLA EFFICACE", quindi il progetto e i
questionari.
www.indire.it